Chiacchiera del vicolo – Sessione 37
“Naufragio”
Dai diari di Aline Shmerzimarsh
I M.A.R.I.O., formati da
Denny F., nel ruolo di Sharag-Natâs Azdandûl , l’Elfo Oscuro Ladro
Cristian C., nel ruolo di Braith il Warlock
Riccardo G., nel ruolo di Ainar Qalanthir, l’Elfo Guerriero/Mago
Leonardo P., nel ruolo di Abdul Alhazred, il Tiefling Bardo
Eva Ma., nel ruolo di Ea, la Tiefling Ladra
Eva Mo., nel ruolo di Julia Whitebeam, la Maga Ammaliatrice
La tempesta sempre più vicina lasciava presagire parte di quello che sarebbe accaduto, ma almeno la nave non era inseguita dalla marina di Rocca dei Girofanti, e la guardia del Grifone non si era alzata in volo. Le prime ore di viaggio sono trascorse tra gelo, salsedine e domande, ma se non altro al sicuro, più al sicuro di quanto non fossero stati i M.A.R.I.O. nelle ultime giornate…
Ritiratisi sotto coperta a riposare, con un lungo viaggio d’avanti, i fuggiaschi si sono ritrovati nel mezzo di una violenta tempesta, e come sempre sono soliti fare si sono prodigati nel sopravvivere ed aiutare a gestire la situazione. Onde sferzanti, pioggia scrosciante, lampi e saette. La loro prima esperienza in mare si è rivelata una sfida ardua ma, all’improvviso, è calata la calma.
L’acqua era piatta, intorno a loro. Il vento fermo. Nessun uccello o animale solcava quelle acque o volava in quei cieli… fino alla comparsa del Leviatano.
L’immensa creatura si è avventata sulla nave attaccando ciurma, passeggeri ma, specialmente, l’imbarcazione stessa. Il combattimento è stato duro, ma il risultato inevitabile. Un vascello spaccato a metà, e chiunque vi viaggiasse sopra sommerso dalle acque gelide…
Mi hanno raccontato di essersi svegliati tra i relitti della nave, non più alla deriva ma arenati in mezzo a degli scogli al di fuori di un’isola misteriosa. Della ciurma nessuna traccia, solo qualche barile di cibo ed acqua che sono riusciti a mettere da parte.
Quest’isola sembra tutto fuorché accogliente. Il silenzio è totale, e nessuna forma di vita sembra abitarla.
Esplorandone le giungle, delle antiche rovine recano strane iscrizioni, incise con mano disperata da chissà quale naufrago o sopravvissuto in un comune molto antico.
“Nelle profondità della terra, strisciano”