La Chiacchiera del Vicolo,
Emnotork, Miraggi di Velen,
Da qualche parte presso i confini occidentali delle Colline dei Lamenti
Estratto da – Cronache di Velen: tra Miraggi e Frammenti –
Manoscritto redatto ad opera di :

detto “Ermellino”
il più famoso bardo di tutta Emnotork,
Eroe dei Miraggi di Velen,
Scrittore di Eroi e Leggende
Cari amici,
apriamo questo nuovo capitolo delle imprese di questo gruppetto, la Compagnia di Mirath Almèris che aveva appena disturbato il riposo di due salme…eh sì! Ricordate nevvero? Nelle profondità di quel sepolcro in cui son rinchiusi da ben tre capitoli, avevano appena provocato il risveglio di due spettri con cui dovettero confrontarsi. Eh gli spettri…non morti fastidiosi, soprattutto quando non si hanno armi magiche con cui fargli male. Brutte bestie i non morti incorporei! In ogni caso, per fortuna che i poteri divini di Hyperion furono più che sufficienti ad eliminare le due entità! Tolto il pericolo, i nostri amici scoprirono qualcosa di interessante dentro quei sarcofaghi: monete molto antiche e dal valore sicuramente significativo…se non fosse che sui sarcofagi fosse scritto a caratteri cubitali: “Che la Maledizione di Ramosis ricada sui cuori avidi” o qualcosa del genere! Sarà vero? Beh, non lo so e sicuramente i protagonisti non avevano tutta st’intenzione di scoprirlo. Piuttosto, tra una chiacchiera e l’altra i nostri amici decisero di tornare nella stanza della statua della sfinge per esaminarla meglio. Dopo più di un’ora passata ad esaminare la statua, alla fine trovarono una lastra di pietra incastrata nel basamento. La lastra mostrava chiaramente una mappa con un’iscrizione che Thamior tradusse usando la magia. L’iscrizione recitava: “Il Sacro Cammino della Luce conduce il Pellegrino virtuoso verso le Sette Chiavi che apriranno la porta dove è custodito il più Grande tra i Tesori del Padre.” Una rivelazione, nevvero amici? Potete immaginare l’interesse da parte di alcuni tra i nostri compagni, soprattutto Hyperion e Norgal che erano davvero interessati al recupero di quella mappa…peccato che Altea non fosse d’accordo, cosa inspiegabile visto che da brava archeologa sarebbe dovuta essere la prima a fare i salti di gioia ma immagino che l’esperienza traumatica con quei serpentoni doveva averla scossa parecchio…ed anche Bashir non scherzava, sull’orlo di una crisi di nervi se non fossero usciti da lì! Insomma, i nostri amici discussero un po’, arrivando persino a costringere Thamior a provare a disegnare una bozza della mappa prima di decidersi che l’opzione più pratica sarebbe stata quella di recuperarla. E così alla fine fu…..Mentre i nostri amici usavano lame e leve per sollevare la lastra dal suo incastro, Thamior usò un po’ d’acqua che controllo con un apposito incantesimo di controllo idrico per favorire l’estrazione. Recuperata la lastra, i nostri amici si decisero finalmente ad uscire di lì, recuperare i cammelli e mettersi in viaggio sulla via del ritorno. Dopo diversi chilometri giunsero in un’oasi dove si imbatterono in uno scorpione gigante che per poco non ammazzò Milos, salvato in estremo dalla magia curativa di Norgal. Ucciso lo scorpoione e dopo averne recuperato carapace e carni, i nostri amici si prepararono a ritornare a casa deviando per il villaggio dei Drakshaar per informarli sul triste destino di quei poveri dragonidi morti ritrovati in prossimità del cratere…
Così finisce questa prima parte della storia della Compagnia di Mirath Almèris ma ci sono ancora molte domande aperte, amici miei. Per esempio: che cosa è il frammento recuperato? Chi e cosa erano quei mostri serpenteschi che hanno affrontat? E la mappa recuperata dalla lastra, dove conduce? Quel pellegrinaggio di cui parlava l’iscrizione fa riferimento ad un grande tesoro ma…di che cosa si tratta? Presto forse troveremo risposte a queste domande amici miei ma nel frattempo non possiamo far altro che seguire in silenzio il cammino della Compagnia di Mirath Almèris, sopravvissuta a quella che è soltanto la prima di una serie di grandi imprese che li attendono in futuro. ..(Continua).
La Compagnia di Mirath Almèris:

Altea Sand,
Una giovane aspirante archeologa ossessionata dagli studi del leggendario Impero Dimenticato, la cui vita è stata segnata dall’attivazione involontaria di un Portale Magico interconnesso con i Mondi Esterni dell’Altrove. I poteri magici che ha sviluppato a seguito dell’esposizione dei venti cosmici fuoriusciti dal portale, rendendola una Mente aberrante, son divenuti una risorsa preziosa per le sue ricerche archeologiche future. Seppur ora desidera imparare a controllare e far evolvere i suoi poteri psionici, conserva dentro di sé il sogno di divenire un giorno archeologa come i suoi genitori.

Bashir “Ultimo falco”,
nato e cresciuto come un figlio delle Tribù del Deserto di Velen, ultimo superstite della sua tribù, sopravvissuto alle infestazioni della Prole del Grande Scorpione nonché al Grande Gelo, questo giovane ranger è stato addestrato da uno degli Eroi dei Miraggi di Velen per sopravvivere nei territori desertici più ostili e combattere le creature che li popolano.

Hyperion Solkàris,
nato umano nella nobile famiglia dei Solkàris, dopo aver perso i genitori da infante ed esser stato adottato da suo zio, questo giovane nobile ha scoperto a 18 anni della sua natura angelica di Luminar quando la sua anima celestiale si è destata. Questo risveglio angelico ha fatto nascere in sé una profonda fede nei confronti di Sol, il Dio del Sole, al quale ha deciso di prestare giuramento combattendo come suo Paladino.

Thamior Nailo Sillion,
questo Elfo del Sole originario del Reame Boscoso dei Shevarà’zahàd si è trasferito a Minar Almèris per divenire apprendista di suo zio, da cui ha appreso le arti arcane. Sapiente dedito alla tradizione arcana dell’Ordine degli Scribi, questo giovane mago è ossessionato dal raggiungimento della perfezione attraverso lo studio e la conoscenza.

Milos Ondarossa,
un giovane guerriero con un passato militare, dopo aver perso suo padre si è trasferito a Minar Almèris e lavorare come vigilante. Come segno di gratitudine per essere stato accolto dalla famiglia Solkàris dopo la morte del padre, ha deciso di servire Lord Cassian con fedeltà e lealtà.
