Chiacchiera del Vicolo
Emnotork-Confine del fuoco
Quotor, anno 1415
Dalla diario di Siana
“Non credevo avrei avuto la fortuna di conoscere un’altra voce della Madre, ma eccomi qua ad
accompagnare un portatore del suo bacio. Una piuma rossa fuoco attraversa la sua bocca, non
può essere una coincidenza, è di certo uno sciamano. Nel mio villaggio seguivamo le parole di un
baciato fino a quando quest’ultimo non è tornato al deserto per la sua veneranda età, ora sono
decisa a seguire questa nuova voce anche dentro il monolite. Sarazak ha detto che è pericoloso e
che sarei dovuta rimanere con i gemelli ed il gruppo, ma non mi importa, seguirò ogni strada che il
deserto mi traccerà, anche se dovrò penetrare nell’oscurità di quell’enorme costruzione che si
innalza davanti a noi. Sento il suono del mare, pensavo non lo avrei mai ascoltato. Se dovrò
tornare alla dea adesso, almeno potrò dire di sapere qual’è il suono dell’oceano.”
Attaccati dalle linci ci rame, i Selvanera si separa e partite con coloro che si dirigono verso il
monolite nero per recuperare le armi portate via. Arrivati sul luogo, Dracafeu riesce ad entrare in
sintonia con lo spirito del deserto, che gli dà le necessarie istruzione per proseguire il suo viaggio.
Lo stregone viene marchiato ed assume la capacità di essere un tramite con la divinità.
Entrate dentro il monolite e comprendete fin da subito della sua condizione ottenebrata, la
sacralità del luogo è stata in qualche maniera corrotta da una forza oscura ed ancora non
riconosciuta. Radis getta avventatamente l’artiglio di Sarazak dentro il fondo del tempio, rivelando
la presenza di numerosi esseri celato nelle oscurità ed ora in rapida risalita una volta attirate.