CHIACCHERA DEL VICOLO:
Il mondo si ricorderà di me, di ciò che ho fattobe di ciò che farò
“Makya Leegion, la donna con la forza del Vuoto”
VOCI DALLA FORESTA:
Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico
Enrico nei panni di Salcaren: Tiefling Barbaro Cammino Totemico
Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger Maestro delle Bestie
Alessandro S. nei panni di Aerandil: Elfo Alto Mago Cantore della Lama
Yasmine nei panni di Sémiri: Aaracokra Druida Circolo della Luna
Sebastiano nei panni di Amorth: Nano Chierico del Crepuscolo e Druido Cicolo delle Stelle
Dopo il riposo il gruppo non si ferma molto nella condivisione dei propri sogni o incubi, ma scende direttamente nelle segrete attraverso il passaggio indicato dal Capitano Jean.
Livello per livello, cella per cella ci si addentra nelle profondità di Castel Dinitro: Lussuriosi, Ladri, Iracondi, Eretici… fino ai Traditori dove solo due celle immerse nel buio e nel silenzio totale sono trovate: una pena di isolamento totali per i criminali peggiori.
Per indagare ulteriormente e cercare di trovare indizi aggiuntivi Aerandil lancia qualche incantesimo, ma la Trama Magica viene risucchiata in un luogo ancora più in profondità, come bevuta da una cannuccia. Il flusso sembra portare dietro ad una grata, una volta murata, ma che i recenti avvenimenti nelle prigioni hanno fatto crollare. Le pietre a terra vengono frantumate dall’uso di armi magiche e trucchetti fino a liberare il passaggio in un corridoio buio e gelido.
Più volte l’istinto e le sensazioni che scorrono nella testa di tutti i membri suggeriscono di non proseguire oltre, il male si trova chiaramente ad un passo da loro, ma nonostante questo con la pelle d’oca fino alle dita dei piedi ci si addentra nel buio.
Decine di catene tengono immobilizzata al centro di una stanza un umana dalla lunghissima capigliatura bianca, la figura femminile è alta dalla pelle candida e con un ampio sorriso sul volto. Centinaia di occhi si aprono sulle pareti nere della prigione e spiano le sensazioni, i ricordi, l’essenza stessa di coloro che guardano; poi una alla volta le catene si rompono mentre una cintura e un’armatura nera coprono il corpo spoglio della donna e nella sua mano destra compare una spada bastarda che trasuda oscurità.
Il potere magico della donna trasforma la prigione in un deserto e camminando verso le suo prede sfoggia un’aura opprimente che schiaccia la volontà di propri nemici.
È chiaro come abbia bisogno di riprendersi e sgranchisce il proprio corpo prima di lanciarsi sul suo pasto. Salcaren ingaggia per primo, ma un colpo d’arma è sufficiente per stenderlo, la paura invade gli animi di tutti i presenti, paura che poco dopo si trasforma in terrore quando nemmeno la magia pare avere un corretto effetto su di lei, le armi anche magiche fanno fatica a penetrare la sua durissima armatura e la cintura le garantisce una forza soverchiante su tutti i nemici.
In un lampo di speranza Cristya, Elenya, Estya e Meredya compaiono nella prigione per tentare di sconfiggerla o almeno sopravvivere allo scontro costringendola alla fuga. Nemmeno la loro forza basta e la più anziana viene e la sua energia magica risucchiata.
Makya Leegion, è così che si presenta la donna liberata: ha tanta fame di magia, di potere e vuole solo una cosa, vuole sapere dove si trova sua sorella Helya!