EmnoTork-“Ciò che non c’è più”-Sessione 40- 06/09/2023

CHIACCHERA DEL VICOLO:

Abbiamo completato il primo passo, non abbiamo tempo di riposarci muoveremo subito verso la tappa successiva

“Sussurri subacquei”

VOCI DALLA FORESTA:

Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico

Enrico nei panni di Salcaren: Tiefling Barbaro Cammino Totemico

Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger Maestro delle Bestie

Alessandro S. nei panni di Aerandil: Elfo Alto Mago Cantore della Lama

Yasmine nei panni di Sémiri: Aaracokra Druida Circolo della Luna

Mario nei panni di Sil: Umano Monaco Via della Mano Aperta

Appena arrivati al confine Sud del Ducato di Riador, la visione che attende il gruppo è identica al sogno di Aerandil: una foresta secca e senza vita, lapidi a forma di corce sparse ovunque, un’aria umida e fastidiosamente fredda.

Il paesaggio tetro è esplorato in lungo e in largo, ma fatta eccezione di un gruppo di case verso Ovest non c’è nessuna anima viva, l’unica cosa di interesse sottolineata da Salcaren e il segno del passaggio di mantelli sul fango, ma nessun’altra traccia.

Vazir indossando il mantello si vede immediatamente portato in direzione di un bacino d’acqua al confine del villaggio, non pare essere profondo, ma il liquido che contiene è limpido e allo stesso tempo molto diverso dall’acqua.

Nel frattempo Erdan esplorare i dintorni e grazie all’aiuto della sua pantera scova tra le case in rovina uno spettro appostato pronto per colpire e quindi scoppia un combattimento chiuso, però, molto velocemente a causa degli avversari estremamente deboli.

Mentre parte del gruppo si riposa Sémiri coglie l’occasione per alzarsi in volo e studiare il perimetro della zona, trovando prima un cimitero a sud e poi una figura umanoide camminare solitaria poco distante. Immediatamente tutti fatta eccezione di Erdan si dirigono in direzione dell’essere vivente per parlarci, il suo nome è Avion ed è un vecchio umano di professione falegname in cerca di una chiesa o luogo sacro dove si sarebbe svolta la celebrazione per il dono che attendevano tutti nel villaggio. Poco ci vuole perché Salcaren capisce che egli altri non è che un fantasma non riuscito a trapassare e nel momento in cui Aerandil cita il ragionamento del proprio compagno allo spettro questo cambia di tono nei suoi confronti urlandogli contro e incolpandolo del male che quel villaggio non si meritava. Nell’ira del momento, Avin cita anche un uomo che ha consegnato qualcosa a loro, qualcosa che mi ha divorati e consumati da dentro non permettendogli di andarsene in pace.

Nel frattempo Erdan trova un edificio che prima non aveva notato, una panetteria dove una ragazza di nome Anna sta svolgendo il proprio lavoro. La ragazza dice di essere indaffarata perché per mezzogiorno tutto deve essere pronto, è sicurissima infatti che dopo la celebrazione e la consegna del dono tutti verranno a ritirare il proprio pane. Il ranger capsice subito che c’è qualcosa che non va ovviamente, la panetteria all’interno è vuota, non ci sono tavoli né merce in esposizione e il forno brucia a vuoto.

Il gruppo si riunisce poco dopo e vanno a visitare il cimitero prima di analizzare meglio quelle acque; nel cimitero vi è una moltitudine di croci legate l’una a l’altra in modo sequenziale da un filo spinato già completamente arrugginito. Tutte le croci sono anonime fatta eccezione di una in prima fila che cita in infernale “Emma” un nome che in realtà se anagrammato nella lingua in cui è scritto prendo un nuovo significato: “Così ha inizio.”

Scavando con la propria magia Sémiri rivela una tomba protetta da un potente incantesimo e una volta aperta Salcaren trova al suo interno il corpo straziato da innumerevoli torture, di una bambina morta suicida. Il corpo ritrovato è in perfette condizioni come se il tempo non lo avesse nemmeno sfiorato e sotto di esso due monete d’oro.

Decidono di comune accordo di appoggiare sul filo dell’acqua la povera bimba e lentamente perdene la presa in modo da farla andare; il corpo sprofonda nel liquido che pare acqua fino a sparire, nelle stesso istante un ponticello in legno compare e un barca si avvicina a questo. La barca è guidata da una figura alta, scheletrica e spoporzianata la quale pone la mano nella direzione del gruppo.

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