Aesiria – “Ombre dall’Ovest” – Sessione 68

6° Sole del la Culla di Ohfnar, 291° Ciclo della IV Era secondo i Monaci del Vissuto
29 di Quotor, 1415 secondo il Calendario del Demiurgo

“Possono gli dei provare paura? Ho spesso sentito parlare della rabbia di Tehfracet, della misericordia di Lisiar e del coraggio di Arathor, ma non ho mai sentito parlare di dei che provino timore. Quale anima volgerebbe le proprie suppliche ad un dio codardo? Questo non vale per i mortali, che provano terrore come esperienza di vita, ma che non amano ammetterlo: non ho mai sentito parlare di eroi le cui gesta fossero accompagnate da atteggiamenti di prudenza dettata dalla paura. Ci sono però creature superiori alle razze senzienti che tuttavia non sono dei. I draghi, gli elfi d’alabastro. Loro provano paura?”


Galargrond da Zed, Arcanista rinnegato

Luigi Gagliardini nel ruolo di Dorame Lonestar
Dario Guzzelloni nel ruolo di Khraaka Caw Kharl
Claudio Lentini nel ruolo di Iohannis Tzimitras
Marco Losurdo nel ruolo di Irial Kaalirs
Gaia Oldani nel ruolo di Arya
Daniele Zighetti nel ruolo di Lufia

-La difficile nottata che ha visto il gruppo trovare rifugio in una grotta a valle del pendio innevato è stata passata al riparo, grazie alla robusta parete di tronchi costruita da Iohannis con la supervisione di Kharl ed Arya. Il riposo è proceduto senza difficoltà, ma sia Dorame che Arya hanno udito dei rombi distanti, boati che sembravano provocati da valanghe scatenatesi lontano.

-Concluso il riposo, in un alba decisamente gelida il gruppo ha ripreso il percorso, Therion che arrancava nella neve tentando di abituarsi alle condizioni di viaggio. Riusciti ad inerpicarsi sull’ultimo pendio, dopo che grazie alla cordata si erano evitate le peggiori cadute, i nostri si sono ritrovati su un grande altipiano dove la bufera della notte prima aveva depositato molta neve. Continuando la camminata, scorgevano ad ogni passo rocce nere che spuntavano dal mare bianco, che attraversavano in direzione del picco nero che Tandralon aveva detto loro di seguire.

-Raggiunta la zona dove le accuminate pietre nere spuntavano numerose dalla neve, Kharl ha notato e tradotto alcuni simboli che si trovavano incisi sulle pietre a lato di quello che si delineava come un percorso. A tratti i resti di gradini in pietra sporgevano dal ghiaccio sotto i piedi del gruppo, che secondo i simboli tradotti dal kenku stava dirigendosi verso un luogo sacro da tempo abbandonato.

-Entrati nella grotta che si apriva oltre la fine del percorso, Lufia precedeva gli altri per un sopralluogo. Guardandosi attorno, la barda riconosceva i corpi di alcuni lupi sventrati ed una superficie di acqua non ghiacciata in fondo alla grotta. In quel momento, una grande crepa si è aperta su una parete vicina e in un esplosione di ghiaccio un mostruoso crostaceo ne è emerso. Mentre Lufia si metteva al sicuro grazie alla sua magia, i suoi compagni la raggiungevano ma altre mostruosità emergevano dal ghiaccio facendo scattare le loro chele…

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