Aesiria, “DI FIDUCIA E DIFFIDENZA”, Sessione 46 del 26/09/2023

Giuseppe Guercioni nel ruolo di Kriv
Federico Panati nel ruolo di Boghard
Nino Parnisari nel ruolo di Gerbo Beren
Gianmarco Rescigno nel ruolo di Herder Wolwen
Roberto San Filippo nel ruolo di Ennon
Alessio Mocali nel ruolo di Akrou

-Nel monastero dei monaci blu cobalto, Fratello Basel ha raccontato a Gerbo che una donna dagli abiti neri aveva cercato informazioni su di lui presso un ragazzino, il quale ha raccontato che le parole hanno lasciato la sua bocca senza che lui davvero lo volesse. Impensierito dal racconto, lo gnomo si è assopito dopo aver visto un gatto nero dagli occhi diversi osservarlo dalla finestra e poi sparire nella notte.

-Il giorno seguente, Gerbo ha fatto una buona colazione ed ha salutato i monaci, ma poco fuori dal monastero ha prima visto la figura di una donna mora vestita di nero, poi si è ritrovato in un’altra strada, senza ricordare come vi era arrivato. Dalla posizione del sole ha compreso che erano passate circa tre ore ed ha spedito Jingoro a cercare i suoi nuovi colleghi.

-Quando la mezzelfa oscura è entrata, Elan l’ha presentata come Varedna. La collaboratrice del capofamiglia Roseheart si è accomodata, mentre i nostri lasciavano lo studio. Il gufo di Gerbo li avvistava fuori dal palazzo dei Roseheart ed i nostri si riunivano poco fuori il quartiere della Bianca Perla. Riunitisi, hanno scambiato le informazioni raccolte ed i fatti accaduti. Decisi, hanno fatto rotta verso il monastero Blu Cobalto. Belen li ha accolti con tristezza, un confratello era deceduto.

-Ennon notava su Gerbo dei segni di avvelenamento e riconosceva alcune piante della miscela che era stata somministrata allo gnomo. Esaminando il corpo del monaco, tracce di un altro veleno provavano la morte per avvelenamento. Sentendo le testimonianze sembrava che il confratello deceduto, il cuoco del monastero, parlasse di un gatto a nero che non mangiava i resti del cibo che il monaco gli serviva quotidianamente. Gerbo, nella propria mente, ricordava alcune parole assieme al volto della donna in nero. La locanda all’Ala Spezzata ed il nome Deltan. Lasciato il monastero, i nostri hanno raggiunto la piccola taverna in periferiae lì, dopo solo pochi scambi, molte lame lasciavano i foderi ed i tagliagole di Zarna si avventavano sul gruppo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *