La prima volta che senti la voce di Aldren ti entra nel cervello, è rancorosa, piena e fiera.

Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Aldren Falco di Ferro.

Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.

Ho combattuto per tutta la vita.
So riconoscere una battaglia persa.

Quella lo era.

La Progenie di Amniax avanzava senza fermarsi.
Noi tenevamo la linea… finché la linea non esistette più.

Continuai a combattere.
È quello che fanno i soldati.

Poi qualcosa mi colpì.

Quando rialzai lo sguardo la progenie di Amniax non c’era più… ma altri erano lì.

Una divinità camminava tra i corpi mentre io ero tra il vivere e il morire.

Era accompagnata da una figura che non avevo mai visto prima.

Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.

Ricordo una cosa.

Lo osservai come si osserva un avversario.

Aspettavo un errore per poter fare qualcosa.
Non arrivò mai.
Non si difendeva.
Non ne aveva bisogno.

Poi mi indicò e la divinità ubbidì ai suoi ordini

Mi mise qui dentro.